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Musica: una passione che ci accompagna in ogni momento

  Oggi per noi può essere quotidiano mettersi delle cuffiette all’orecchio e ascoltare la musica che più ci piace, ma vi siete mai soffermati sul vero significato che la musica può avere e che può dare? Secondo me la musica ha un potere unico perché può farti vivere al meglio ogni tua emozione: può farti sentire ancor più gioioso per aver superato un tuo obbiettivo personale, può placare la tua rabbia (dovuta a delusioni o situazioni simili) facendoti calmare, può farti risollevare durante un periodo buio e può darti la carica prima di affrontare una grande sfida. Inoltre reputo che anche il testo di una canzone possa aiutarti a vivere un particolare momento: personalmente mi accade così e ad esempio non potrò mai scordare come mi aiutò nell'estate del 2019. Al tempo fui rimandato in due materie e non potrò mai dimenticare la paura e l'ansia che ebbi prima degli esami. Pur essendo preparato, fu la musica a darmi il coraggio e in particolare furono gli AC/DC (che avevo da poco s

LA RICETTA DELLA FELICITÀ SECONDO EINSTEIN

Conosciamo tutti Albert Einstein, in quanto è considerato il più grande fisico del XX secolo e una delle menti più brillanti della storia. Ciò che non tutti sanno è che non si è limitato a dare un contributo fondamentale nell’ambito delle scienze, ma egli ha persino scritto la ricetta della felicità. Nel 1922 Einstein si trovava in Giappone per tenere una serie di conferenze e di lezioni,  e proprio qui, all’età di 43 anni, gli arrivò un’importante notizia: aveva vinto il premio Nobel per la fisica. La notizia si sparse rapidamente così l’uomo si vide circondato da curiosi che desideravano incontrarlo, ma Einstein imbarazzato a causa delle troppe attenzioni e della pubblicità decise di chiudersi nella sua stanza dell’Imperial Hotel di Tokyo. Fu proprio qui, nella sua camera d’albergo, che egli ebbe modo di confrontarsi con le sue idee e con i suoi pensieri, insomma di riordinare la mente. A distoglierlo dai suoi piani fu un corriere che bussò alla sua porta per consegnargli un messaggi

Ritorno al 100%

Nelle ultime settimane hanno parlato molto di un eventuale ritorno a seguire le lezioni in presenza al 100%, hanno messo in primo piano l'importanza della nostra educazione scolastica senza però ascoltarci veramente, non si sono mai fermati a chiederci cosa ne pensiamo. Con pochi giorni di preavviso ci hanno comunicato nuove direttive e a queste non solo noi studenti siamo contrari ma anche la maggior parte dei professori che sostengono siano incompatibili con quelle che ci hanno comunicato precedentemente: "Ci sono diversi protocolli che lasciano poche possibilità ad un rientro tranquillo, non abbiamo tante aule abbastanza grandi per garantire il distanziamento di un metro tra i ragazzi in modo ordinato soprattutto se siamo costretti ad inserirne circa trenta in una sola stanza. Arrivano sempre più direttive da rispettare che spesso si trovano in conflitto con quelle antecedenti. Bisogna essere oggettivi e distinguere ciò che è effettivamente realizzabile da ciò che è un nos

Che senso ha la fatica di studiare?

Arriva maggio e il pensiero è lo stesso per tutti: studiare. D'altronde c'è poco da pensare, basta non vivere una realtà parallela per appurare che come sempre in questo periodo interrogazioni e verifiche si accavallano preoccupantemente. La data segna ancora aprile ma ormai ci siamo dentro, inevitabilmente. Sappiamo tutti quanto si studia in questi giorni e pure come andrà il mese prossimo: uno studio stressante, urgente, "matto e disperatissimo" che lascia rari e brevi momenti per tirare un respiro. E in più rispetto agli anni scorsi bisogna recuperare le verifiche che sono saltate a marzo causa la chiusura. Un delirio. Bene, scaricata la vena pessimistica e iperbolica (ma con una base di realismo) vorrei esporre un pensiero che in questi giorni mi sorge quando mi ritrovo a studiare in ritardo per alcune interrogazioni che inevitabilmente a cascata complicano tutta la mia programmazione successiva. Perché tutta questa fatica? A cosa mi serve passare giorni interi in

LA SCUOLA AI TEMPI DEL COVID

È da Marzo 2020 che la sigla “dad”, che sta per “didattica a distanza”, è entrata a far parte della vita di studenti e professori. Da quando, a causa della pandemia globale, il mondo lo scorso marzo si è dovuto fermare, i contatti umani sono stati limitati, negozi e attività sono stati chiusi, così come le scuole. Ora a distanza di un anno noi studenti, nonostante brevi periodi di ripresa dell’attività scolastica in presenza, ci troviamo ancora a sostenere la scuola in didattica a distanza. Ma come stiamo vivendo noi alunni la dad? Sicuramente non si può non evidenziare la comodità dello svegliarsi poco prima dell’inizio delle lezioni, il non dover uscire di casa e fare le corse per prendere gli autobus affollati. Basta accendere il proprio computer, cliccare sul link di accesso alla lezione e il gioco è fatto. Inoltre grazie a questa situazione le medie scolastiche di numerosi ragazzi si sono alzate, forse avendo più tempo libero si è riusciti a dedicarsi maggiormente allo studio, for